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CENNI STORICI

"Balneum"

Sintesi storica su Bagnolo San Vito

Il nome di Bagnolo deriva dal latino "Balneum" (acquitrino) data l'origine paludosa dei terreni di sua pertinenza. Le origini del paese sono molto antiche e risalgono all'occupazione da parte di popolazioni di stirpe etrusca verso il 500 a.c. e dei Galli Cenomani attorno al 153 a.c. Testimonianze importanti dell'insediamento etrusco sono i ritrovamenti archeologici in località Forcello di San Biagio, attualmente conservati presso l'antiquarium comunale, esclusivamente per lo studio e la catalogazione da parte degli studiosi. Per il periodo medioevale il documento storico più significativo ancora visibile è conservato presso l'archivio storico diocesano di Mantova.

Anticamente l'abitato era localizzato su un dosso a circa 18 m. sul livello del mare circondato in gran parte dall'acqua del Mincio. la popolazione in quel periodo si dedicava prevalentemente all'agricoltura, all'artigianato, alla caccia, alla pesca e all'allevamento di ovini e suini. Nell' XI secolo il territorio fu conquistato dal casato dei Canossa, e in quel periodo i monaci benedettini iniziarono la bonifica delle paludi. Nel secolo successivo la zona passò alla Curia vescovile ed in seguito ai Bonacolsi e ai Gonzaga seguendo così le vicende della corte di Mantova. Dal XVIII secolo il dominio austriaco si alternò per ben tre volte a quello napoleonico. Finalmente nel 1866 il comune rientrò nei territori sottoposti al processo di unificazione d'Italia.

Data da ricordare resta il 10 ottobre 1868 per la spaventosa inondazione del Po e dei suoi affluenti, che costrinse molti bagnolesi a trasferirsi nel vicino comune di Roncoferraro. Il 23 aprile 1945 la 10° divisione da montagna americana effettuò il 1° attraversamento del Po a Correggio Micheli in territorio bagnolese. Al 1946 risale il 1° consiglio comunale dell'italia repubblicana.

"Al me paes"

(di Fortunato Varoli)

Al me paes l'é al pusé bel
anca sa ghé pochi casi
e nisun castel
Na piasa sensa monument, na funtana
an chilometru da strada
dal punt a Cantarana
Ma ghé ancor tanta campagna
tant'erba e tanti fiur,
l'aria l'é ancor sana
ghé i piop e i mur
Ghé ancor i uslin ca canta
e li rundan a primavera,
al me paes l'é na speransa
e la me gent l'é ancor sincera.

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